ICO, token sale, legal stuff e cosa c’entra Howey e i campi di grano?

Il test di Howey è un test della SEC (autorità americana che vigila sui mercati finanziari) che mette alla prova un’offerta finanaziaria e ne rivela eventualmente la natura di contratto di investimento che come tale sarebbe soggetto a delle specifiche regolamentali che, se non rispettate, configurerebbero una raccolta illegale di capitali e porterebbero ad un conseguente procedimento penale.

Il nome risale al giugno del 1946, quando la società Howey, una società agricola, decise di affittare metà della sua proprietà per “finanziare un ulteriore sviluppo del business“. Non era la prima volta che un agricoltore offriva un tratto di terra come contratto di investimento.

 

Sembra incredibile che ancora oggi dopo 70 anni la sentenza di SEC Vs Howey Co. possa avere un impatto sul mercato dei servizi legati alla blockchain.

Il caso di Howey ha sfidato la convinzione prevalente di ciò che una security. Quando Howey Co. vendeva parecchie centinaia di acri di terra a diversi uomini d’affari “attratti dall’aspettativa di profitti sostanziali”, questo configurava di fatto un’impresa specifica tra due entità: una che fornisce il lavoro e la gestione ed l’altra che fornisce il capitale (attraverso un contratto di locazione). Così, la parte “priva delle conoscenze, delle abilità e delle attrezzature necessarie per la cura e la coltivazione degli alberi di agrumi”, diventava proprietaria di terreni nominali grazie alla firma su un contratto.

Nel firmare questo contratto questi investitori divennero effettivamente speculatori e la terra era il loro veicolo di investimento “con l’aspettativa che avrebbero guadagnato un profitto solo attraverso gli sforzi del promotore o di qualcuno diverso da se stessi”. Gli acquirenti di agrifoglio di Howey sono entrati a pieno titolo nel territorio legale dei contratti di investimento.

Mancando di registrare tali operazioni alla Securities Exchange Commission (SEC), un requisito codificato nel 1933 Securities Act, Howey Co. ha violato la legge federale.

La SEC presentò un provvedimento per impedire la vendita di questi contratti e nel maggio 1946 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato tale posizione affermando che i contratti di Howey erano contratti di investimento e come tali dovevano essere regolati.

 

SEC Vs Howey Co. è diventato un caso influente e la sentenza ha generato il test di Howey,

un semplice criterio per determinare la competenza della SEC giurisdizione sui titoli. Se questo test è soddisfatto è irrilevante se l’impresa sia speculativa o non-speculativa, o se esista una vendita di proprietà con o senza valore intrinseco. La cosa importante è che se il sistema comporta un investimento in denaro in un’impresa comune dove una parte riceve i profitti prodotti dagli sforzi dell’altra parte allora siamo di fronte ad una security.

Questo test si applica quindi anche ai token su blockchain. L’ascesa dei token digitali pone complesse questioni legali in materia di giurisdizione e regolamentazione.

Secondo tale test siamo in presenza di un contratto di investimento se:

1. E’ presente un investimento in denaro o altro asset equivalente

2. Esiste una promessa di profitto atteso conseguente l’investimento

3. L’investimento è diretto ad una impresa comune

4. Chi investe si attende dei profitti che derivano dalla gestione dei fondi raccolti.

Il fatto che l’investimento possa essere tale anche se erogato in asset equivalenti al denaro piuttosto che usando denaro a corso legale rende le ICO e la raccolta di capitale in criptovalute potenziali positivi al test di Howey.

 

La SEC ha analizzato il caso di TheDAO

per determinare le responsabilità e inquadrarlo nel contesto delle regole e leggi vigenti. Il risultato di questa investigazione è un rapporto dettagliato che mette alcuni paletti e fa un po’ di chiarezza rispetto all’idea di totale deregulation ispirata dalle nuove tecnologie.

La primissima conclusione è che la Commissione non intende avviare una causa contro Slock.it né contro nessuno dei protagonisti come i curatori o gli advisor. Questo non significa che qualcun altro non potrà in futuro fare causa a queste persone, ma il fatto che la SEC non lo faccia stabilisce sicuramente un fatto rilevante.

La seconda conclusione molto importante è che alla fine delle analisi svolte dalla Commissione questa ha stabilito che i Token di TheDAO sono Security secondo la legge americana e come tali dovrebbero rispettarne i vincoli e le regolamentazioni.

 

Quindi la vostra ICO come si configura? Avete fatto il test di Howey?

Beh, informatevi prima di vendere token sul mercato US.

 

 

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Ultima raccomandazione: niente di quello che scrivo è un invito ad investire i tuoi soldi, è al massimo un invito a conoscere la tecnologia sottostante. Se investi non investire più di quello che sei disposto a perdere e soprattutto non investire in cose che non capisci, siano queste i bitcoin, Ripple o bipcucù (cit.)

Basta Captcha, usiamo i Bitcoin

Bitcoin non è solo una moneta, è anche un laboratorio che apre a nuove applicazioni. L’aspetto fondamentale delle crittovalute è la blockchain: un database distribuito, non falsificabile, globale di transazioni non revocabili con data certa. Un esempio di applicazione è la prevenzione contro le false identità su web che in genere sono controllate da bot e che vengono usare per attività fastidiose se non addirittura illegali. Questi sono la causa dei captcha che affliggono gli umani tenuti a distinguersi dai computer. Un modo efficace per evitare che un bot faccia un signup su un certo sito sarebbe quello di imporre una fee di ingresso, ma questo ovviamente farebbe crollare il numero di utenti che si registrerebbero ad un servizio. Una possibilità più praticabile potrebbe essere quella di invitare gli utenti a bloccare una piccola somma, senza però spenderla realmente, quando vogliono registrarsi ad un servizio. Questo potrebbe essere fatto grazie ai Bitcoin. In pratica l’utente prima di registrare una certa identità ad un servizio fa una transazione a beneficio di un certo indirizzo Bitcoin, di cui l’utente è e resta il proprietario, e garantisce che quella piccola somma in Bitcoin resti lì, pubblicata, non revocabile, non falsificabile. Sarebbe come una moneta dentro un vaso di vetro visibile a tutti, posta lì come pegno di buona fede.  Il sito target considererà l’account valido finchè quella somma resterà bloccata e permetterà di sbloccarla quando l’attività dell’utente sarà sufficiente a dimostrare che si tratta di un’identità reale e non di un bot.

ps: per questo post i credit vanno a joecascio.net

CEX: Comprare la zecca per coniare la moneta per comprare la zecca

Un servizio che va oltre il già evoluto mining su cloud (che abbiamo visto nel precedente articolo) è CEX.io. La principale differenza è che qui non si paga un canone annuale per un certo hashrate (fisso 4,8,12 GHash/s), ma al contrario esiste un trading continuo tra Bitcoin e Hashrate. Questo significa ad esempio che se iniziamo comprando uno slot da 1GHash/s e questo dopo un giorno ci produce 0.01BTC noi possiamo immediatamente riconvertire questi BTC in hashing e aumentare la capacità del nostro slot. Ovviamente si può fare il contrario, se ad esempio disponiamo di 4GHash/s e vogliamo cederne uno in cambio di BTC lo possiamo fare. Esiste un borsino continuamente aggiornato con offerte e richieste e quindi con un prezzo che viene aggiornato ogni istante. Per esempio in questo momento (ore 16 del 2 Dicembre 2013) 1GHash costa circa 0.07BTC, quindi per comprare 4GHash/s servirebbero 0.28 BTC pari oggi circa a 210EUR. Considerato che su CloudHashing un contratto da 4GHash/s costa 207EUR si può vedere che i conti tornano, anche se su CEX.io i prezzi sono molto dinamici e diventare, in certi momenti, molto più vantaggiosi. Il fatto poi che la compravendita sia molto più liquida permette di iniziare anche con una cifra più modesta comprando un piccolo Hashrate. Una cosa non trascurabile, CEX.io ha un sito web molto curato in tutti i dettagli e in tutte le funzionalità esposte.

L’ultima considerazione è sulla natura stessa del business di CEX.io. Da un lato abbiamo un “bene”, il Bitcoin, che se valgono alcune delle ipotesi che abbiamo già esposto dovrebbe continuare a crescere di valore dato che la sua “quantità” totale è limitata per definizione.

English: Total Bitcoin supply over time. Start...
English: Total Bitcoin supply over time. Starting in 2009, the Bitcoin supply is created at a rate of approximately 50 bitcoins every 10 minutes. Every 210,000 generations (about every four years), the creation rate is cut in half (i.e. 50, 25, 12.5, 6.25, etc.) and tends to zero, such that there will never be more than 21 million total coins created. (Photo credit: Wikipedia)

Viceversa abbiamo come altro “bene” di scambio l’hashrate stesso, che al contrario è “naturalmente” destinato a perdere valore perchè da un lato la tecnologia fa passi in avanti con conseguente abbattimento dei costi dell’hardware necessario. Quindi in teoria spendere BTC per acquistare GHash non sembra una buona idea, ma d’altro canto i GHash permettono di minare “dal nulla” nuovi BTC, almeno fino a raggiungere la fatidica quota 21 milioni di BTC. In pratica non è così semplice stabilire cosa sia meglio e di fatto esiste un equilibrio che determina il prezzo GHash su BTC.

La pizza più costosa della storia

Nel 2010 un signore evidentemente entusiasta del Bitcoin decide di offrire 10,000 BTC in cambio di due pizze con lo scopo, immagino io, di verificare la commerciabilità di questa nuova moneta. All’epoca 10,000BTC valevano circa 25$ e quindi niente di strano tutto sommato. Ma la cosa è entrata comunque nella storia perché oggi 28 Novembre 2013 quelle “pizze” risulterebbero costare 8,000,000 di EUR. La cosa di cui potrebbe rammaricarsi è che qualcuno in effetti accettò quell’offerta.

Immagine

Minare Bitcoin sul Cloud

DISCLAIMER: Qui si parla di mining, leggi attentamente il disclaimer del blog.

Abbiamo già visto che minare nuovi bitcoin richiede una grande capacità di hashing al punto che ormai è impraticabile con CPU e GPU mentre l’alternativa resta comprare un hardware ASIC dedicato. Qust’ultimo però costa qualche migliaio di EUR e sinceramente non tutti ce la sentiamo di fare questo genere d’investimento senza neanche sapere se tra uno o due anni la rete Bitcoin esisterà ancora perché in quel caso l’ASIC sarà buono al massimo come stufetta. Quindi per venire incontro a questo profilo di rischio un po’ timido sono nati dei servizi di ASIC on a cloud che potremmo anche chiamare mining-as-a-service che in pratica noleggiano uno slot del loro Hash rate e accreditano sul conto del cliente i vari Bitcoin o frazioni che via via vengono generati in proporzione a quell’Hashrate. Fra i servizi di mining-as-a-service uno dei più accreditati sembra essere CloudHashing.com che ho voluto sperimentare in prima persona. Facendo i conti della serva un account da 4GH/s costa circa 270$ non ci costa nulla in termini di energia elettrica e dura un anno. A questo punto mettendo i dati nel calcolatore di profitto con una difficult odierna  pari a 609,482,680 ed un tasso BTC=800$ si ottiene

Coins per 24h at these conditions 0.0033 BTC
Revenue per day 2.63 USD
Revenue per time frame di 3 mesi 226.23 USD

Quindi in conclusioni in 3 mesi si recupererebbe  buona parte della cifra e in meno di 4 mesi si comincerebbe a guadagnare. Sempre che il Bitcoin non crolli.

Provato da qualche giorno e sembra generare meno di quello che dice il calcolatore. Ma aspettiamo.

AGGIORNAMENTO 29/12/2013: la difficult crescente e il quasi dimezzamento del valore del Bitcoin ha reso rapidamente la stima riportata qui sopra obsoleta e forse troppo ottimistica rispetto alla realtà.

Fondo di investimento solo per Bitcoin

Ho appena scoperto questo

https://www.secondmarket.com/company/bitcoin-investment-trust

Interessante, certo non si adatta al mio profilo di rischio visto che l’investimento minimo è 25k$ e la volatilità del cambio è altissima al punto che sul sito c’è scritto “The price of bitcoin is highly volatile and it is possible to lose the entire value of your investment.”

Da notare che il NAV in 30 giorni è quasi raddoppiato.

 

 

Bitcoin è anonimo?

Le transazioni bitcoin sono anonime quanto lo scambio di beni fra due persone che avviene in mezzo ad una piazza affollata. Di queste persone in particolare non conosciamo l’identità, ma questa identità potremmo scoprire per qualche circostanza.

Infatti la block chain delle transazioni è pubblica come una piazza, all’interno di una transazione è scritto  l’indirizzo di chi riceve il Bitcoin (o frazione). Questo indirizzo è un numeraccio come il seguente

15VjRaDX3zpbA8PVnbrCAFzrVxN7ixHQ2C

Quindi è come una faccia sconosciuta che riceve una banconota in una piazza gremita di gente. Però se in qualche modo siamo in grado di associare ad un indirizzo una vera identità allora è come guardare in una piazza una persona di cui conosciamo contemporaneamente il volto ed il nome.

Come perdere l’anonimato:

1. Alice compra regolarmente a in modo anonimo un bene digitale usando BTC, ad esempio un pdf. Dietro il venditore si nasconde il nostro nemico Charlie che però in questa fase non sa ancora chi è Alice

2. Alice partecipa ad un forum dove ad ogni suggerimento che posta riceve dei BTC in cambio, per agevolare la cosa Alice scrive il suo address BTC nella signature dei messaggi convinta che il circuito Bitcoin protegga la sua identità in qualche modo.

3. Charlie visita la catena di tutte le transazioni, scopre che i BTC venivano dall’indirizzo di Alice e attraverso il forum è in grado di associare il suo indirizzo BTC al suo account sul forum.

4. Sulla base delle informazioni da Alice rivelate sul forum la sua identità potrebbe essere scoperta.

Certamente, i comportamenti messi in atto da Alice sono tuttaltro che attenti alla sua privacy, ma abbastanza realistici se si opera nella convinzione che Bitcoin garantisca l’anonimato.

Odissea SEPA – MtGox

MtGox è il più grosso cambiavaluta BTC/EUR/USD che ci sia in rete. Pare che l’80% degli scambi fra monete FIAT e BTC avvenga tramite BTC. Ci si iscrive e si ottiene un account verificato quando si spediscono le copie digitali dei propri documenti d’identità. Dopo questo passo è possibile caricare il proprio account. Il modo più diretto per caricare è un bonifico SEPA che è una modalità di trasferimento fondi tra banche europee. Nella fattispecie la banca che usa MtGox è in Polonia. Purtroppo nel mio caso ho avuto sfortuna ed il bonifico pur essendo partito regolarmente dalla mia banca italiana non veniva visto da MtGox.  Questa situazione è perdurata parecchi giorni con scambi di email, telefonate, tra me è MtGox, tra me e la mia banca e tra la mia banca e quella polacca la quale chiedeva 40E solo per far conoscere l’esito dei suoi controlli (40E che ovviamente mi son rifiutato di pagare), etc. etc. Alla fine dopo un po’ di nervosismo e quasi venti giorni il problema è stato risolto e penso che fosse colpa di qualcuno di MtGox che si era perso il mio bonifico da qualche parte. Tuttavia devo riconoscere che il loro helpdesk è piuttosto solerte e attento.