Oppure tre. Quasi mai quattro. Di cosa sto parlando? Delle previsioni quasi sempre sbagliate sui prezzi che i vari fork di bitcoin, ma in passato anche di ethereum, causano nel mercato.

Siamo in pieno fork Bitcoin Gold, abbiamo appena superato la nascita e quasi morte di Bitcoin Cash e le previsioni sui vari prezzi che ho letto in giro sono state più o meno tutte errate.

Un modello semplicistico è quello della legge di Metcalfe che dice che il valore di una rete cresce con il quadrato dei nodi. Quindi una comunity come quella di Bitcoin al crescere di utenti, aziende, miner eccetera dovrebbe aumentare il suo prezzo con il quadrato del numero dei partecipanti. Quindi nel momento in cui avviene uno scisma nella comunità cosa dovrebbe succedere? Posto che a^2 +b^2 < (a + b)^2 o che in altre parole il quadrato dei singoli è minore del quadrato della somma, secondo la legge di Metcalfe ad ogni split la somma dei prezzi dovrebbe essere inferiore al prezzo pre-fork.

Ma wait

  1. La legge di Metcalfe non è una legge, non è mai stata dimostrata e forse non è neanche una congettura valida.
  2. in fondo chi vieta ad un attore/utente/miner che opera nella rete A di operare anche in quella B dopo il fork. Quindi come lo contiamo?
  3. Fattori umani, forse anzi senza forse i più importanti. Infatti, una community gode di un certo prestigio e proietta aspettative anche al suo esterno, esistono un numero di potenziali adopter che non fanno il passo decisivo verso l’adozione a causa di dibattiti e mancanza di una roadmap chiara. Quindi una sorta di bacino latente che rimane bloccato e che si sblocca improvvisamente a favorire uno o l’altro percorso dopo il fork. In genere l’hard fork rappresenta la fine delle discussioni interne, e al massimo l’inizio di una guerra fra le parti dopo lo scisma.

 

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