Oggi la Cina ha mostrato la faccia cattiva contro le ICO (se non sai cosa sono leggi sotto) annuciando nuove disposizioni in materia dopo che già due giorni fa aveva chiesto agli organizzatori di una conferenza sul tema di sospendere l’evento.

In parallelo, lo Stato di New York richiede ormai da tempo la bitlicense per operazioni con criptovalute, ICO comprese e la SEC sta cominciando a rendere la vita difficile alle startup in fase di ICO. Questo, insieme al fatto che si veniva da un periodo bullish piuttosto lungo, ha fatto perdere oggi il 30% a NEO, il 15% a ETH e il 6% a BTC. Quindi la domanda posta nel titolo è legittima.

Ma le ICO cosa sono?

 

Facciamo un breve riepilogo. ICO sta per Initial Coin Offering, in pratica fa il verso a Initial Public Offering, il processo con cui una società acquisisce capitali attraverso la vendita in borsa delle proprie azioni. La ICO avviene al di fuori dagli schemi normativi, in pratica il team vende token in cambio di eth o btc. Cosa rappresentino i token è tutto da capire. Ci sono varie opzioni:
– il token sblocca l’accesso ad un servizio/prodotto
– il token è equity o credito
– un mix delle prime due
– nessuna delle due

Nel secondo e terzo caso per la SEC (la Consob americana) sarebbe una security e quindi illegale se non fatta secondo i canoni previsti.

Perché si parla di scam?

  • Perché è uno strumento di finanziamento senza controlli permette lo Scam facile e quindi per molti è scam punto e basta.
  • Perché stai cedendo un oggetto digitale a scarsità nota e sicurezza elevata (il btc) in cambio di un token a scarsità ignota e sicurezza non garantita.
  • Perché per un vero bitcoiner vale la regola  !bitcoin == shitcoin -> True. Quindi è scam anche eth, figuriamoci un token preminato da me nel weekend.

 

Tuttavia

Ethereum è stato finanziato da una ICO, chi ha comprato gli eth a 1btc = 2000 eth oggi non si sente scammato ma miracolato.

Ci sono progetti under ICO molti interessanti, Basic Attention Token per dirne uno.

Le ICO sono una conseguenza inevitabile dell’esistenza delle cripto. Rappresentano le transazioni virtuali perfette, un oggetto digitale a scarsità in cambio di un altro.

Una regolamentazione pesante e invasiva sarebbe contraria allo spirito stesso delle criptovalute. In fondo preferisco essere libero di spendere i miei coin e perderli piuttosto che avere un regolatore che dice cosa posso o non posso fare.

Adesso siamo in hype, non sottovalutiamo che nel lungo periodo queste forme di finanziamento saranno più produttive, più sicure e forse anche considerate normali.

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Ultima raccomandazione: niente di quello che scrivo è un invito ad investire i tuoi soldi, è al massimo un invito a conoscere la tecnologia sottostante. Se investi non investire più di quello che sei disposto a perdere e soprattutto non investire in cose che non capisci, siano queste i bitcoin, Ripple o bipcucù (cit.)

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