Chi potrà chiudere il “next Uber”?

Appena letta la notizia che anche a Londra, roccaforte dell’innovazione vera, non quella solo a parole de noartri, Uber deve cedere. La licenza non verrà rinnovata e dal 30 Settembre non si potrà più fare affidamento su questo mezzo di trasporto alternativo, comodo e più economico del black cab londinese.

Non sono un fan di Uber come modello di azienda. Anzi spesso mi arrabbio quando si parla di Uber e sharing economy nella stessa frase. Ma quale sharing economy? Uber, Airbnb, Upwork e simili ci stanno conducendo verso l’uberizzazione del mondo dove grazie a Internet invece di rimuovere l’intermediazione rimuoviamo i piccoli intermediari e ne troviamo uno monopolista per ogni categoria merceologica (per ora, finché non salterò fuori l’Uber definitivo — Amazon è un candidato).

Però, nonostante tutto io usavo Uber. E’ comodo! Sai prima quanto spendi, prenoti senza parlare al telefono e il servizio è sempre stato eccellente almeno nel mio caso.

Seconda considerazione, un decreto o una licenza negata blocca tutto. Che peccato! Ma la legge quando è giusta è giusta. C’è in ballo la sicurezza delle persone, gli interessi legittimi delle categorie etc. Ma a volte la legge è anche guidata da logiche di conservazione, di privilegio e di spartizione e quindi diventa meno accettabile.

Non giudico la scelta di bloccare Uber, ma quello che succede è che la tecnologia andrà avanti. O meglio la tecnologia c’è e qualcuno la userà. La legge si dovrà adattare alla tecnologia e almeno nella misura in cui la tecnologia si adatta alla legge. Non perché lo dico io, ma perché la tecnologia usa la forza e lo fa comunque, solo questione di tempo.

Come vedo il prossimo Uber? Potrebbe essere una organizzazione decentralizzata senza una company incorporata da nessuna parte. I compensi potrebbero essere distribuiti con criptovaluta. Gli autisti potrebbero essere proprietari di pezzettini di questa nuova cryptouber attraverso i token Ethereum. L’app potrebbe essere sostituita un sito mobile senza bisogno di un certificato developer di Apple. Niente quartier generale, niente CEO, niente email dove inviare i decreti di blocco.

Una specie di Anonymous buono, che si paga in criptomoneta e che vuole solo portare a spasso la gente nelle citta.

Certo gli autisti sono ancora lì, in carne e ossa e intercettabili dalle forze dell’ordine. Tuttavia non avere un bersaglio grosso da colpire com’è la piattaforma rende tutto molto più difficile per chi vuole censurare il servizio.

Non so se lo auspico, ma di certo la tecnologia c’è e qualcuno la userà. Quindi prima che succeda dateci un servizio all’altezza di Uber e con tutte le carte in regola, e no, il taxi così com’è non va bene.

 

 

 

 

 

Le ICO sono tutte scam?

Oggi la Cina ha mostrato la faccia cattiva contro le ICO (se non sai cosa sono leggi sotto) annuciando nuove disposizioni in materia dopo che già due giorni fa aveva chiesto agli organizzatori di una conferenza sul tema di sospendere l’evento.

In parallelo, lo Stato di New York richiede ormai da tempo la bitlicense per operazioni con criptovalute, ICO comprese e la SEC sta cominciando a rendere la vita difficile alle startup in fase di ICO. Questo, insieme al fatto che si veniva da un periodo bullish piuttosto lungo, ha fatto perdere oggi il 30% a NEO, il 15% a ETH e il 6% a BTC. Quindi la domanda posta nel titolo è legittima.

Ma le ICO cosa sono?

 

Facciamo un breve riepilogo. ICO sta per Initial Coin Offering, in pratica fa il verso a Initial Public Offering, il processo con cui una società acquisisce capitali attraverso la vendita in borsa delle proprie azioni. La ICO avviene al di fuori dagli schemi normativi, in pratica il team vende token in cambio di eth o btc. Cosa rappresentino i token è tutto da capire. Ci sono varie opzioni:
– il token sblocca l’accesso ad un servizio/prodotto
– il token è equity o credito
– un mix delle prime due
– nessuna delle due

Nel secondo e terzo caso per la SEC (la Consob americana) sarebbe una security e quindi illegale se non fatta secondo i canoni previsti.

Perché si parla di scam?

  • Perché è uno strumento di finanziamento senza controlli permette lo Scam facile e quindi per molti è scam punto e basta.
  • Perché stai cedendo un oggetto digitale a scarsità nota e sicurezza elevata (il btc) in cambio di un token a scarsità ignota e sicurezza non garantita.
  • Perché per un vero bitcoiner vale la regola  !bitcoin == shitcoin -> True. Quindi è scam anche eth, figuriamoci un token preminato da me nel weekend.

 

Tuttavia

Ethereum è stato finanziato da una ICO, chi ha comprato gli eth a 1btc = 2000 eth oggi non si sente scammato ma miracolato.

Ci sono progetti under ICO molti interessanti, Basic Attention Token per dirne uno.

Le ICO sono una conseguenza inevitabile dell’esistenza delle cripto. Rappresentano le transazioni virtuali perfette, un oggetto digitale a scarsità in cambio di un altro.

Una regolamentazione pesante e invasiva sarebbe contraria allo spirito stesso delle criptovalute. In fondo preferisco essere libero di spendere i miei coin e perderli piuttosto che avere un regolatore che dice cosa posso o non posso fare.

Adesso siamo in hype, non sottovalutiamo che nel lungo periodo queste forme di finanziamento saranno più produttive, più sicure e forse anche considerate normali.

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Ultima raccomandazione: niente di quello che scrivo è un invito ad investire i tuoi soldi, è al massimo un invito a conoscere la tecnologia sottostante. Se investi non investire più di quello che sei disposto a perdere e soprattutto non investire in cose che non capisci, siano queste i bitcoin, Ripple o bipcucù (cit.)