In questo post analizziamo due casi. Il caso di successo della ICO Bancor e quello di insuccesso di Inchain. Il confronto a breve distanza è utile per dare un’idea del quadro complessivo ma essendo un’analisi a posteriori nessuna delle indicazioni riportate qui potrà garantire la ricetta giusta per la ICO vincente.

Intanto descriviamo Bancor. Il nome viene direttamente da Keynes il famoso economista che nel secolo scorso proponeva un sistema monetario internazionale che avesse come perno una moneta superpartes che funzionasse come riserva di valore per tutte le altre.

Quest’idea non è mai andata in porto e inizialmente si è preferito usare l’oro per poi eliminarlo dalla riserva di valore e sostituirlo con il debito, ma questa è un’altra storia.

 

Nella mitologia internettiana anche gli sconfitti meritano onore.

 Torniamo a Bancor e al suo team. Il team di Bancor viene dal mondo dell’internet media e il suo fondatore è stato anche il fondatore di Metacafe. Ora questo passaggio è molto importante. Il fondatore di Bancor è anche il fondatore di una internet company che è stata schiacciata niente meno che da Youtube. Tuttavia, Metacafe non è un nome sconosciuto, io stesso ho usato Metacafe prima che Youtube diventasse popolare. Qual è la prima osservazione da fare, che il team ha una reputazione notevole dato che pur perdendo la battaglia del video online l’ha persa contro il gigante e attuale incumbent di mercato. Nella mitologia internettiana anche gli sconfitti meritano onore.

Il fondatore di Bancor e di Metacafe racconta la genesi della sua idea più o meno in questo modo. Loro hanno perso contro Youtube perché mentre Metacafe si concentrava su contenuti di alta qualità, Youtube ha puntato sulla coda lunga dei contenuti “dal basso” ovvero il famoso user generated content. Nel caso del video pare che la coda lunga sia il 99% del totale, e solo l’1% sono le view su video diciamo professionali e featured.

Bruciati da questa dura lezione il team di Bancor ha capito una cosa, anche nel mondo delle cripto bisogna puntare sulla coda lunga e non su Bitcoin. Quindi nasce Bancor come un sistema che consente a tutti di creare con poco sforzo un token e la relativa ICO, ma soprattutto di garantire a ogni token anche il più sconosciuto di poter essere quotato e a disposizione dei traders anche in assenza quasi totale di liquidità.

 

Serve tanto marketing per costruire un’immagine vincente e convincente.

Veniamo alla ICO vera e propria. Ricordo che i tre ingredienti fondamentali per la ICO sono il token ERC20, la pagina di countdown ed il whitepaper. Questo da un punto di vista puramente implementativo, in pratica servirà anche tanto marketing e costruire un’immagine vincente e convincente.

In questo il team di Bancor si è mostrato molto valido. Come accennato prima il founder ha una narrativa ed una mitologia fondativa da cui partire (stavo per scrivere mitopoiesi ma ho desistito). La copertura mediatica è molto buona, ci sono decine di video su youtube e il team ha partecipato e parlato a molti eventi del mondo blockchain.

Non ultimo, i detrattori. Tanto più è autorevole il tuo detrattore tanto più il tuo progetto è meritevole di attenzione. Nel caso di Bancor ne abbiamo avuto alcuni importanti. Emin Gun Sirer  , un famoso studioso di criptovalute, nel suo Bancor is Flawed non è andato molto per il sottile.

http://hackingdistributed.com/2017/06/19/bancor-is-flawed/

E la successiva replica di Eyal Hertzog (founder di Bancor) https://blog.bancor.network/this-analysis-of-bancor-is-flawed-18ab8a000d43 è un chiaro esempio di come una critica possa servire in realtà a creare aspettativa e attenzione.

 

Perché una ICO fallisce?

Non dimentichiamoci che le storie di successo sono in genere le uniche storie che sentiamo. Chi vuoi che ci racconti o porti alla nostra attenzione le storie degli insuccessi. Eppure come per la mitologia di startup e unicorni sono tante le storie di progetti e delle loro ICO che non hanno raccolto la cifra sperata e che per una ragione o per l’altra possono essere considerate dei fallimenti.

https://medium.com/iconominet/why-icos-fail-1f9530a6d135

Perché una ICO fallisce? Possiamo analizzare alcuni casi esemplari e trarne le conclusioni o come dicono gli inglesi i caveats.

Inchain  era un progetto di assicurazione basata su blockchain. La sua value proposition in particolare era …

Inchain is a decentralised blockchain platform designed for insuring risks while simultaneously providing opportunities for investing in insurance-based bonds. Based on the Ethereum blockchain, the platform issues and maintains tokenised insurance policies and bonds, transferring risks from policyholders to bond investors. Policies and bonds are issued in the form of Ethereum smart contracts.

 

Chiaro? No? Beh non approfondiamo qui. Si tratta di un qualche tipo di strumento finanziario non semplicissimo da spiegare. Tuttavia anche Bancor non era facile da raccontare.

 

Perché allora InChain non ha raggiunto il suo obiettivo?

Secondo il sito https://medium.com/iconominet/why-icos-fail-1f9530a6d135 tra le ragioni annoverate c’è la scarsa “dimostrabilità” delle skill del team. L’ipotesi è che se il team non è in grado di mostrare delle skill sul progetto o sulla tecnologia blockchain questo è un grosso difetto. In particolare In CHain non disponeva di una proof of concept dimostrabile, in pratica, sempre secondo alcuni critici […] un gruppo di sconosciuti stava chiedendo dei fondi per un concept tecnologico non dimostrato, senza un modello di revenue  convincente e senza proteggere gli investitori.

In effetti reperire informazioni sugli elementi del team non era immediato, tra i founder Dmitry Lazarichev è presente su Linkedin e appare come un imprenditore senza tuttavia spiccare nelle doti rilevanti per la ICO, ovvero blockchain come tecnologia abilitante e assicurazioni come dominio. Dell’altro founder Sergey Primatchik e del blockchain architect Andrey Zamovskiy Linkedin non mostra tracce. Naturalmente la loro assenza su Linkedin non significa una mancanza di competenze coì come un profilo su Linkedin non garantisce viceversa la capacità dimostrata di ciò che viene riportato, tuttavia personalmente come investitore che ha fretta avrei sicuramente dato uno sguardo a Linkedin per ottenere qualche informazione in più e non trovare niente mi avrebbe dato un segnale negativo.

Un altro aspetto è legato probabilmente alla copertura mediatica del progetto. Il progetto è astato annunciato su bitcointalk come doveroso primo passo, si è dotato di un blog, ma a parte questo non sembra essere disponibile una documentazione di eventi e di video su youtube dove il progetto e la sua ICO sono stati presentati.

 

Cosa succede ai fondi se una ICO fallisce?

In generale la ICO consiste nel raccogliere un certo quantitativo di coin ad un determinato indirizzo, sia questo Bitcoin o Ethereum o altro. Come abbiamo ormai appreso le transazioni verso un indirizzo sono irrevocabili, dunque cosa succede ai fondi versati dagli investitori se il team decide di scappare con i soldi raccolti? Non esiste un metodo a posteriori per recuperarli e gli investitori sarebbero vittime dell’ennesimo scam.

Una possibilità è quella che il team della ICO non possa accedere immediatamente alle risorse raccolte ma solo se un’entità terza e al di sopra delle parti garantisce. Questo non è altro che lo schema di escrow.

Il caso della ICO InChain è esemplare in quanto la ICO non ha raggiunto i suoi obiettivi e ha deciso di rimborsare gli investitori. La ICO era appunto escrowed e accettava valuta in bitcoin e ether. A tal proposito ha nominato due diversi escrow, uno per il mondo BTC ed uno per ETH rispettivamente.

Le regole per l’escrow in btc sono disponibili all’indirizzo

https://bitcointalk.org/index.php?topic=1623519.msg16693763#msg16693763

Vediamo qui alcuni dei passaggi più interessanti.

Re: [ANN] [ICO] Inchain – insurance for the crypto economy

October 26, 2016, 10:06:03 PM

 #1044

I was asked by the devs of Inchain to provide an Escrow address that is used to collect the funds for the ICO of Inchain Coins. I will be part in a multisig escrow containing TwinWinNerD, Sergey (Inchain), Dmitry (Inchain) and myself in a 3 of 4 multisig escrow.

La prima considerazione che mi viene è che comunque per raggiungere i 3/4 fosse sempre necessaria una sig di Inchain. Il che non è esattamente quello che mi attenderei da un escrow.

Who am I?

Iam SebastianJu, Iam escrow on Bitcointalk since years. Iam not connected to the issuer or the coin. Iam an independent third party who acts as an escrow in an attempt to make the ICO more secure. See my Servicethread for reviews: [ANN] SebastianJu – Free Legendary Escrow Service – Escrowed over 8150 BTC.

L’escrow è un personaggio noto nel mondo Bitcoin e considerato altamente affidabile.

Safety from Escrow

The invested coins will be released to the issuer in the steps and milestones they provided as info. This way of handling things is useful, the waiting time already stopped a number scammy ICO’s from happening, others were stopped already before that time.

Queste righe sopra spiegano esattamente la natura di una ICO escrowed

 

Se una ICO non è escrowed?

Bella domanda! Lascio a voi la risposta. Per quanto mi riguarda la buona reputazione è tutto e in genere funziona meglio di un escrow.

 

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Ultima raccomandazione: niente di quello che scrivo è un invito ad investire i tuoi soldi, è al massimo un invito a conoscere la tecnologia sottostante. Se investi non investire più di quello che sei disposto a perdere e soprattutto non investire in cose che non capisci, siano queste i bitcoin, Ripple o bipcucù (cit.)

 

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