Reputation Coin (ITA)

In questo post si vuole illustrare come le tecnologie che oggi sono alla base del Bitcoin e delle altre monete digitali, e quindi al di fuori del controllo di una singola company o di un singolo o gruppo di potere, potrebbero anche essere utilizzarte per la gestione di un sistema di reputazione che al contempo sia globale, decentralizzato e sicuro.

Mettiamo insieme un po’ di ipotesi:

Consumer  Charlie, consumatore di un servizio (es. una API)

Producer  Paul, produttore di un servizio

Service S, servizio online

SLA Service Level Agreement, ossia cosa fa il servizio e con quali vincoli (es. una risposta entro 10ms)

Repcoin (RPC) = rete p2p monetaria come namecoin/bitcoin con un cambio USD/RPC (solo teorica)

Blockchain, database distribuito delle transazioni organizzato in blocchi (come il BTC).

Pagamento: semplice transazione in RPC che vengono trasferiti da un wallet RPC ad un altro.

Voucher V, uno speciale wallet usa e getta che può essere speso solo per votare (+1) un certo servizio S. Il producer può generare un voucher associandolo ad una vero Pagamento. Il Voucher contiene un valore in RPC pari o superiore alla fee per votare. Tale fee è pari 10% del Pagamento e comunque sempre superiore ad un minimale. Il valore del Voucher in eccesso alla fee può essere intascato dal consumer Charlie.

REP sono transazioni speciali articolate come <servizio> (+1) che indicano che un certo servizio guadagna un +1 in reputazione. Una transasione tipo REP deve sempre essre pagata con un Voucher V che deve contenere almeno il valore necessario a pagare la fee per votare (10% del costo del servizio S).

Per incentivare il voto Paul può consegnare un voucher con una somma riscattabile da Charlie e al netto della fee di voto solo se Charlie valida il contratto eseguito con un voto positivo.

Scenario:

1. Paul dichiara il cost ad esempio 100RPC e la SLA

2. Charlie accetta i termini del servizio S e paga a Paul i 100RPC

3. Paul trasmette a Charlie un voucher V=20 utilizzabile per votare il servizio S

4. Charlie usa il servizio S

5. Charlie è soddisfatto del risultato e vota usando il Voucher V

6. La rete salva nella blockchain la validazione (+1) -> S, 10RPC vanno a Charlie, 10RPC sono fee

 

Basta Captcha, usiamo i Bitcoin

Bitcoin non è solo una moneta, è anche un laboratorio che apre a nuove applicazioni. L’aspetto fondamentale delle crittovalute è la blockchain: un database distribuito, non falsificabile, globale di transazioni non revocabili con data certa. Un esempio di applicazione è la prevenzione contro le false identità su web che in genere sono controllate da bot e che vengono usare per attività fastidiose se non addirittura illegali. Questi sono la causa dei captcha che affliggono gli umani tenuti a distinguersi dai computer. Un modo efficace per evitare che un bot faccia un signup su un certo sito sarebbe quello di imporre una fee di ingresso, ma questo ovviamente farebbe crollare il numero di utenti che si registrerebbero ad un servizio. Una possibilità più praticabile potrebbe essere quella di invitare gli utenti a bloccare una piccola somma, senza però spenderla realmente, quando vogliono registrarsi ad un servizio. Questo potrebbe essere fatto grazie ai Bitcoin. In pratica l’utente prima di registrare una certa identità ad un servizio fa una transazione a beneficio di un certo indirizzo Bitcoin, di cui l’utente è e resta il proprietario, e garantisce che quella piccola somma in Bitcoin resti lì, pubblicata, non revocabile, non falsificabile. Sarebbe come una moneta dentro un vaso di vetro visibile a tutti, posta lì come pegno di buona fede.  Il sito target considererà l’account valido finchè quella somma resterà bloccata e permetterà di sbloccarla quando l’attività dell’utente sarà sufficiente a dimostrare che si tratta di un’identità reale e non di un bot.

ps: per questo post i credit vanno a joecascio.net

CEX: Comprare la zecca per coniare la moneta per comprare la zecca

Un servizio che va oltre il già evoluto mining su cloud (che abbiamo visto nel precedente articolo) è CEX.io. La principale differenza è che qui non si paga un canone annuale per un certo hashrate (fisso 4,8,12 GHash/s), ma al contrario esiste un trading continuo tra Bitcoin e Hashrate. Questo significa ad esempio che se iniziamo comprando uno slot da 1GHash/s e questo dopo un giorno ci produce 0.01BTC noi possiamo immediatamente riconvertire questi BTC in hashing e aumentare la capacità del nostro slot. Ovviamente si può fare il contrario, se ad esempio disponiamo di 4GHash/s e vogliamo cederne uno in cambio di BTC lo possiamo fare. Esiste un borsino continuamente aggiornato con offerte e richieste e quindi con un prezzo che viene aggiornato ogni istante. Per esempio in questo momento (ore 16 del 2 Dicembre 2013) 1GHash costa circa 0.07BTC, quindi per comprare 4GHash/s servirebbero 0.28 BTC pari oggi circa a 210EUR. Considerato che su CloudHashing un contratto da 4GHash/s costa 207EUR si può vedere che i conti tornano, anche se su CEX.io i prezzi sono molto dinamici e diventare, in certi momenti, molto più vantaggiosi. Il fatto poi che la compravendita sia molto più liquida permette di iniziare anche con una cifra più modesta comprando un piccolo Hashrate. Una cosa non trascurabile, CEX.io ha un sito web molto curato in tutti i dettagli e in tutte le funzionalità esposte.

L’ultima considerazione è sulla natura stessa del business di CEX.io. Da un lato abbiamo un “bene”, il Bitcoin, che se valgono alcune delle ipotesi che abbiamo già esposto dovrebbe continuare a crescere di valore dato che la sua “quantità” totale è limitata per definizione.

English: Total Bitcoin supply over time. Start...
English: Total Bitcoin supply over time. Starting in 2009, the Bitcoin supply is created at a rate of approximately 50 bitcoins every 10 minutes. Every 210,000 generations (about every four years), the creation rate is cut in half (i.e. 50, 25, 12.5, 6.25, etc.) and tends to zero, such that there will never be more than 21 million total coins created. (Photo credit: Wikipedia)

Viceversa abbiamo come altro “bene” di scambio l’hashrate stesso, che al contrario è “naturalmente” destinato a perdere valore perchè da un lato la tecnologia fa passi in avanti con conseguente abbattimento dei costi dell’hardware necessario. Quindi in teoria spendere BTC per acquistare GHash non sembra una buona idea, ma d’altro canto i GHash permettono di minare “dal nulla” nuovi BTC, almeno fino a raggiungere la fatidica quota 21 milioni di BTC. In pratica non è così semplice stabilire cosa sia meglio e di fatto esiste un equilibrio che determina il prezzo GHash su BTC.